Skip to main content

“Segnali da non trascurare.” È questo il titolo scelto dal TGR Lazio (Rai 3) per raccontare il convegno “Quando la violenza ha le chiavi di casa”, svoltosi il 15 maggio alla Camera dei Deputati. Tre parole che dicono tutto: la violenza domestica, nella maggior parte dei casi, non arriva senza preavviso. Manda segnali. E quei segnali, troppo spesso, vengono ignorati o minimizzati — dalla vittima, dalla famiglia, dalla rete sociale intorno a lei.

Nel corso del servizio andato in onda nell’edizione serale, la giornalista del TGR ha intervistato l’Avvocato Angela Speranza Russo, fondatrice dello Studio Legale Tutela Donne e Presidente dell’Associazione “Per Marta e per Tutte – ETS”, che ha dichiarato:

“La violenza spesso vive dentro le famiglie e ancora troppo spesso cresce nel silenzio e nella sottovalutazione dei segnali. Le donne devono avere strumenti concreti per riconoscere i pericoli.”

Queste parole non sono uno slogan. Sono il frutto di oltre 15 anni di attività dello Studio Legale Tutela Donne nelle aule di tribunale, al fianco di donne che hanno dovuto imparare — spesso nel modo più doloroso — che i segnali c’erano, ma nessuno aveva insegnato loro a leggerli.

Quali sono i segnali da non trascurare

La violenza domestica si costruisce nel tempo, attraverso dinamiche che si instaurano gradualmente e che la vittima fatica a riconoscere come tali. I segnali più frequenti che chi lavora in questo ambito impara a riconoscere sono il controllo ossessivo dei movimenti e delle comunicazioni, le umiliazioni sistematiche anche in presenza di altri, l’isolamento progressivo dalle amicizie e dalla famiglia, la dipendenza economica imposta e, in una fase più avanzata, le aggressioni fisiche precedute da episodi di intimidazione e paura.

Riconoscere questi comportamenti come abusi — e non come manifestazioni di amore o gelosia — è il primo passo indispensabile per poter agire. Ed è esattamente per questo che il convegno alla Camera dei Deputati, seguito dal TGR Lazio, ha posto al centro del dibattito la necessità di fornire alle donne strumenti concreti di consapevolezza.

Cosa fare quando si riconoscono i segnali

Riconoscere non basta: è necessario sapere come e a chi rivolgersi. La legge italiana mette a disposizione strumenti di tutela efficaci, ma attivarli nel modo corretto richiede l’assistenza di professionisti con esperienza specifica in questo ambito.

Il Codice Rosso (Legge 69/2019) garantisce una risposta istituzionale rapida: dalla denuncia all’ascolto della vittima da parte del Pubblico Ministero devono trascorrere non più di tre giorni. In presenza di pericolo immediato, il Giudice può disporre l’allontanamento del maltrattante dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento. Quando sono coinvolti figli minori, l’intervento legale deve tutelare anche loro, incidendo sulle decisioni relative all’affidamento.

Ogni situazione è diversa. La scelta di quando e come agire, quali prove raccogliere e come impostare il percorso giudiziario richiede una valutazione professionale personalizzata, che tenga conto sia degli aspetti penali che di quelli civili.

Un passo alla volta, non da sola

Se hai visto il servizio del TGR e hai riconosciuto qualcosa della tua situazione nelle parole dell’Avvocato Russo, sappi che non devi affrontare questo percorso da sola.

Il servizio completo è disponibile su RaiPlay.

Lo Studio Legale Tutela Donne è disponibile per un colloquio riservato. Puoi contattarci tramite il modulo di contatto o telefonicamente.