“La violenza spesso vive dentro le famiglie e ancora troppo spesso cresce nel silenzio e nella sottovalutazione dei segnali. Le donne devono avere strumenti concreti per riconoscere i pericoli.”
— Avv. Angela Speranza Russo, convegno “Quando la violenza ha le chiavi di casa”, Camera dei Deputati, 15 maggio 2026
Queste parole, riprese dalla stampa nazionale in occasione del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, sintetizzano una realtà che chi lavora ogni giorno in questo ambito conosce bene: la violenza domestica non si annuncia, si insinua. Cresce nell’abitudine, si nasconde nella normalità e si nutre del silenzio di chi la subisce.
L’Avvocato Angela Speranza Russo e l’Avvocato Emilio Malaspina, che svolgono la propria attività professionale prevalentemente nell’ambito del diritto penale e di famiglia con particolare attenzione ai casi di violenza di genere, hanno portato questa consapevolezza al centro del dibattito istituzionale. Ma prima ancora che nelle aule parlamentari, la portano ogni giorno nelle aule di tribunale, al fianco delle donne che decidono di chiedere aiuto.
Quando la violenza non si vede: i segnali da riconoscere
Il primo ostacolo che una donna in una relazione abusiva deve superare è la consapevolezza. Molte vittime faticano a dare un nome a ciò che vivono, perché la violenza raramente si presenta nella sua forma più evidente fin dall’inizio. Si costruisce nel tempo, attraverso dinamiche di controllo e dipendenza che vengono spesso scambiate per amore.
La violenza psicologica è la più difficile da riconoscere e la più diffusa. Si manifesta attraverso umiliazioni sistematiche, critiche costanti, svalutazione delle capacità della donna, controllo ossessivo dei movimenti, delle amicizie e del telefono. L’obiettivo è progressivo: isolare la vittima dalla propria rete di sostegno e farla sentire incapace di vivere senza il partner.
La violenza economica è altrettanto invisibile ma devastante. Si concretizza nell’impedire alla donna di lavorare o di gestire autonomamente il proprio denaro, nel negarle l’accesso al conto corrente, nel costringerla a giustificare ogni spesa. La dipendenza economica che ne deriva è uno degli strumenti più efficaci per impedire a una donna di andarsene, anche quando vorrebbe farlo.
La violenza fisica, che spesso arriva come escalation di quanto già descritto, comprende qualsiasi forma di aggressione corporea: spintoni, schiaffi, percosse, fino alle forme più gravi. È importante sapere che anche un singolo episodio fisico, in un contesto di controllo e paura, configura già una situazione di rilevanza penale.
Gli strumenti che la legge mette a disposizione
La legge italiana prevede strumenti di tutela concreti ed efficaci per le vittime di violenza domestica. Conoscerli è fondamentale, perché agire nel modo e nel momento giusto può fare una differenza significativa.
Il Codice Rosso (Legge 69/2019) ha introdotto una corsia preferenziale per le denunce di violenza domestica e di genere. Una volta presentata la denuncia, le indagini partono immediatamente e il Pubblico Ministero è obbligato ad ascoltare la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Questo significa che la vittima non rimane sola ad aspettare.
In presenza di situazioni di pericolo, il Giudice può disporre misure cautelari urgenti, tra cui l’allontanamento dalla casa familiare del soggetto maltrattante e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Queste misure possono essere richieste e ottenute in tempi rapidi, garantendo una protezione immediata.
Quando sono presenti figli minori, l’intervento legale deve tenere conto anche della loro tutela. Il contesto di violenza domestica è rilevante nelle decisioni del Tribunale sull’affidamento e può incidere significativamente sull’esito dei procedimenti di separazione e divorzio.
Il valore di un’assistenza legale tempestiva
Ogni caso di violenza domestica ha caratteristiche proprie. La scelta di come e quando agire, quali prove raccogliere, come presentare la denuncia e come gestire i procedimenti civili e penali in parallelo richiede una valutazione professionale attenta e personalizzata.
Affidarsi tempestivamente a un legale con esperienza in questo ambito consente di costruire fin dall’inizio una strategia difensiva solida, evitando errori che potrebbero compromettere la tutela della vittima nelle fasi successive del procedimento.
Se stai vivendo una situazione che riconosci in queste parole, o se hai dubbi su ciò che stai attraversando, il primo passo è parlarne con un professionista.
Lo Studio Legale Tutela Donne è disponibile per un colloquio riservato. Puoi contattarci tramite il modulo di contatto o telefonicamente.



