De Pau, il killer di Prati: «Ho ucciso io David Rossi del Monte dei Paschi di Siena nel 2013»

Continua la nostra battaglia per i figli di Marta, uccisa barbaramente da Giandavide De Pau. Intervento degli Avvocati Angela Speranza Russo ed Emilio Malaspina sul Corriere della Sera.

di Ilaria Sacchettoni

Il suo difensore chiede di ascoltare due testi al dibattimento, due ufficiali di polizia giudiziaria che il 22 maggio 2019 furono a colloquio con De Pau nel carcere di Regina Coeli e ascoltarono la confessione.

La complessità e forse la ferocia di Giandavide De Pau, il killer delle tre donne uccise nel quartiere Prati a novembre 2022, affiorano assieme alla documentazione depositata in prossimità dell’avvio del processo per omicidio. Chiede, infatti, il difensore, l’avvocato Alessandro De Federicis, di ascoltare due testi al dibattimento, due ufficiali di polizia giudiziaria che il 22 maggio 2019 furono a colloquio con De Pau nel carcere di Regina Coeli.


Si tratta di Piero Di Lorenzo e Michele Marri che ascoltarono la confessione di De Pau, non ancora femminicida in proprio, bensì piccolo manovale della criminalità organizzata al servizio del boss Michele Senese. Dunque, se Di Lorenzo e Marri fossero ammessi come testimoni al dibattimento, riferirebbero la versione dell’ ex autista di Senese in merito a uno dei più importanti casi di cronaca degli ultimi anni, vale a dire la morte di David Rossi, il portavoce del Monte dei Paschi precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena il 6 marzo 2013.

La confessione

De Pau, il killer di Xianrong Li, Jung Xia Yang e Marta Castano Torres, si sarebbe ritagliato un ruolo da protagonista in questa cupo giallo confessando l’omicidio di Rossi. Movente (soldi?) e tecnica restano al momento sconosciuti, consegnati a un verbale di qualche pagina che ad oggi nessuno sembra aver letto. Inclusa Antonella Tognazzi moglie di Rossi e perfettamente all’oscuro di questa inattesa confessione. «Non stavo in mezzo a persone normali… parlavo… c’avevo il lavoro mio … stavo proprio su un altro pianeta, con la gente… cioè facevo tutto… facevo favori…», confidava il killer di Prati a un giovane della mala romana nel 2014.

Mai basso profilo, spesso immodesto, sempre chiacchierone, De Pau si autopromuove. Così la notte della mattanza fra via Riboty e via Durazzo, incapace di resistere all’impulso di raccontarsi ed evocare le proprie gesta, fa rabbrividire una escort che gravita attorno al Jackie O’: «Quest’uomo — fa mettere a verbale Jessica Rodriguez Carvajal — davanti a me diceva “io ho ucciso molte persone. Tu non sai chi sono io, sono una persona molto cattiva e sai perché non ti uccido? Perché tu sei come me”. Io non so come sono viva, non lo so nemmeno io perché non mi ha uccisa» 

Le foto col boss Senese

De Pau sogna di emulare Donato Bilancia («Faccio come Donato Bilancia almeno vado una volta a riposarmi per qualcosa che ho fatto» fa sapere al suo amico Dobberman) e intanto parla, parla, come un galoppino qualunque. Dice l’avvocato Carmelo Miceli che assieme al collega Paolo Pirani assiste la famiglia di David Rossi: «Sappiamo che a un mese dalla morte di David questa persona si faceva fotografare in compagnia di Senese un boss che controllava una batteria di calabresi: chiediamo di accertare i fatti e ci diciamo preoccupati per non aver saputo nulla di tutto ciò». Ma sulla vicenda intervengono anche gli avvocati Emilio Malaspina e Angela Speranza Russo che assistono i figli di Marta Castano Torres: «In assenza del verbale non possiamo fare commenti. Se però l’intento è quello di dimostrare l’incapacità di intendere millantando omicidi ci limitiamo a osservare che sarà una perizia a stabilirlo»

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