Quando un genitore nega il consenso al vaccino Covid-19

Sono sempre più numerose le richieste che ci pervengono da parte di genitori che non riescono a vaccinare i figli a causa del mancato consenso da parte dell’altro genitore.

La domanda è sempre la stessa, cosa posso fare per vaccinare mio figlio?

I bambini infatti restano i soggetti più esposti al contagio poiché frequentano la scuola, gli sport ed attività ludico ricreative.

Può succedere che un genitore opponga un veto ingiustificato al vaccino – che sebbene non obbligatorio – è ritenuto dalle autorità sanitarie e dalla comunità scientifica privo di controindicazioni e necessario non soltanto per proteggere i singoli, ma anche per tenere la pandemia sotto controllo, così pregiudicando la salute dei minori, l’interesse degli stessi a svolgere attività sociali e limitando di fatto la possibilità di frequentare i nonni;

In questi casi l’autorizzazione al vaccino può essere richiesta al direttamente al Giudice Tutelare.

L’orientamento prevalente della giurisprudenza di merito delle vaccinazioni, obbligatorie e non, ritiene che, laddove vi sia un concreto pericolo per la salute dei minori, in relazione alla gravità e diffusione del virus e vi siano dati scientifici univoci che quel determinato trattamento sanitario risulta efficace, il giudice può sospendere “momentaneamente” la capacità del genitore contrario al vaccino;

Il Giudice inoltre deve tener conto dell’esistenza di un grave pregiudizio per la salute del singolo e della diffusione della malattia sul territorio nazionale, circostanze che non ricorrono nel caso del COVID-19, patologia che notoriamente in un numero rilevante di casi ha avuto conseguenze gravi con un’ampissima diffusione non solo sul territorio nazionale, ma mondiale, con effetti molto gravi sui sistemi sanitari di molti paesi.

Quanto poi all’efficacia del vaccino nella prevenzione della malattia e nel contrasto alla diffusione del contagio la comunità scientifica sia nazionale che internazionale, sulla base di studi continuamente aggiornati, è concorde nel ritenere che i vaccini approvati dalle autorità regolatore nazionali ed internazionali hanno un’elevata efficacia nel proteggere dalla malattia, in particolare i soggetti vulnerabili con un rapporto rischi-benefici in cui i benefici sono superiori ai rischi in tutte le fasce di età, comprese quelle più giovani che sono, anche quelle in cui la circolazione del virus è più elevata per la maggior socializzazione. L’ampia copertura vaccinale consente poi di rallentare e controllare la trasmissione della malattia con effetti benefici per tutta la collettività.

Avv. Angela Speranza Russo

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