Quando La Violenza Ha Le Chiavi Di Casa

Quando La Violenza Ha Le Chiavi Di Casa

Raccolta della domande frequenti delle nostre assistite

Perché proprio a me? Sono Sbagliata Io?

La famiglia, il luogo in cui ogni donna dovrebbe sentirsi amata e al sicuro, luogo di protezione e di sani principi a volte rischia di diventare, in caso di violenza e maltrattamenti, una trappola silenziosa e rischiosa. Le vittime ed i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali e culturali ed a tutti i ceti economici.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica che almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. La violenza proviene generalmente dalla cerchia delle persone più vicine con le quali si hanno quotidiani rapporti di interazione e fiducia, piuttosto che da terzi o sconosciuti verso i quali appare più alto il livello di attenzione e la possibilità di difesa.Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata 91,6%.

Le donne subiscono più forme di violenza. Tra le violenze fisiche rivelate la più frequente è essere spinta, strattonata afferrata per i capelli (56,7%), minacciata di essere colpita (52%), schiaffeggiata, presa a calci (36,1%). Segue l’uso o la minaccia di uso di pistola o coltelli (8,1%) o il tentativo di strangolamento o di soffocamento (5,3%)  

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

No; se una mamma accudisce bene i suoi bambini e vuole proteggerli dalla violenza, il Tribunale per i Minorenni cerca di aiutarla.

Ma se lo denuncio lui viene allontanato da casa o va in prigione per colpa mia? 

Non c’è colpa nel dire la verità. Picchiare, minacciare, aggredire sono dei reati e chi commette un reato va incontro a delle conseguenze, tra cui la prigione, questa è la legge. Chi subisce violenza non è responsabile di questo. 

Chi può decidere l’allontanamento dei miei figli?

Lo decide il Tribunale per i Minorenni, se ritiene che i bambini siano a rischio o che stiano vivendo una situazione di forte sofferenza che gli adulti non riescono a fermare. 

Solo in casi molto gravi i bambini vengono allontanati con urgenza dalle Forze dell’Ordine o dal Servizio Sociale, e comunque insieme alla mamma ogni volta che è possibile e utile per i bambini, e vengono inseriti in un luogo protetto. Il provvedimento urgente ha lo scopo di proteggere i bambini e deve essere esaminato dai giudici. 

Il papà/il mio compagno non ha mai picchiato i bambini, se la prende solo con me…

Un bambino anche se molto piccolo si accorge di quello che succede tra gli adulti. Vede e sente molto più di quanto gli adulti non credano. Si accorge della tensione, della paura, della soggezione, dei segni sul corpo della mamma.

Si preoccupa per la vita e la serenità dei suoi genitori/familiari. Se la mamma subisce violenza, il bambino soffre profondamente perché vorrebbe aiutarla e proteggerla. 

Quali conseguenze può avere un ragazzo o una ragazza cresciuto in una famiglia dove la mamma subisce violenza dal partner?

Ogni persona ha la propria storia, è difficile generalizzare. Quello che è certo, è che i figli maschi hanno maggiore probabilità di diventare, a propria volta, uomini violenti nelle loro relazioni d’amore, mentre le figlie corrono il rischio di innamorarsi di uomini violenti e di rivivere la stessa esperienza della mamma. Scegliere di proteggere i bambini dalla violenza familiare fa bene al loro presente e al loro futuro. 

Forse è colpa mia, forse sono io che lo provoco. 

La vittima di maltrattamento non è causa della violenza che subisce. Discutere, litigare, avere opinioni diverse fa parte della quotidianità delle relazioni. Gli adulti dovrebbero superare il nervosismo, il disaccordo o il non amore parlando, discutendo, separandosi se necessario, ma senza ricorrere alla violenza. Una vita basata sul silenzio e sulla paura è una vita infelice: ci sono istituzioni pronte a dare aiuto per cambiarla. 

Mio marito/il mio compagno è violento per l’educazione che ha ricevuto. È convinto che un uomo, con la moglie/compagna, possa fare quello che vuole. 

La violenza fa soffrire i bambini, qualunque sia l’educazione o la cultura dei loro genitori. Per questo la legge pone dei limiti e prevede degli aiuti che valgono per tutte le famiglie. Chiede a tutti i genitori di riflettere sui loro comportamenti e di cambiarli.

A volte un uomo è violento non per colpa sua ma perché ha problemi psichiatrici, o perché fa uso di alcol, o droghe, o gioca d’ azzardo…

I servizi sanitari e sociali esistono per aiutare le persone che hanno queste difficoltà. In alcuni casi il Tribunale può chiedere ai servizi di aiutare il papà/compagno e gli prescrive di farsi aiutare dal Servizio per le tossicodipendenze, se c’è una dipendenza, o dal Centro di Salute Mentale se ha problemi psicologici o psichiatrici. Entrambi sono servizi pubblici delle Aziende USL della regione.  

Mio marito/il mio compagno è violento da quando ha perso il lavoro e i soldi non bastano più… 

I problemi economici incidono sicuramente sulla vita familiare ma non autorizzano ad avere un comportamento violento.

Un uomo che si comporta in questo modo soffre, fa soffrire gli altri, e ha bisogno di essere aiutato.

Per questo è importante riuscire a chiedere aiuto e che, nei casi più gravi, intervenga il Tribunale per i Minorenni. 

Che fa il Tribunale per i Minorenni quando gli viene segnalata una famiglia dove la mamma è vittima di violenza? 

In Tribunale quattro giudici esaminano la situazione ed emettono un decreto. A seconda della gravità, il decreto decide quale percorso attivare. 

Alcuni esempi possono essere: 

  • Chiedere al Servizio Sociale di capire che cosa sta succedendo attraverso incontri con i genitori, con i bambini e con i loro insegnanti, il pediatra… per poi inviare una relazione al Tribunale; 
  • Affidare i bambini al Servizio Sociale, cioè incaricare gli operatori di incontrare la famiglia in ufficio e a casa, vigilare sulla situazione, dare indicazioni sul rapporto con i bambini o su come risolvere alcuni problemi personali e familiari (es. smettere di bere, ecc.), partecipare alle decisioni familiari più importanti… e poi riferire ai giudici; Imporre al papà di uscire di casa per un certo periodo di tempo e di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dai figli; 
  • Allontanare i bambini insieme alla mamma, in un luogo accogliente e protetto che possa aiutarli. Se il giudice ha deciso che l’allontanamento è necessario per interrompere le violenze e la mamma non accetta, i bambini vengono comunque inseriti in protezione. 

Ma i bambini soffrono se ha il papà… 

Si, è vero. Ma soffrono ancora di più vivendo tra le violenze degli adulti.

Bisogna tenere conto che l’allontanamento è temporaneo: interrompe la situazione di crisi e favorisce il cambiamento. 

Sto pensando di ritirare la denuncia. Se io la ritiro, tutto ritornerà come prima. 

Non è così. Il ritiro della denuncia influisce sulla punizione che lui può ricevere per quello che ha fatto. Il Tribunale per i Minorenni, però, non si ferma.

Continuerà ad interessarsi della sua famiglia fino a che non avrà le prove che i figli vivono in un’atmosfera serena. 

Se il Tribunale ha deciso di affidare i bambini al Servizio Sociale invece che a me, vuol dire che non mi considera una brava mamma? 

Soprattutto in una fase iniziale, affidare i bambini al Servizio Sociale è un modo per proteggerli.

Questo serve anche a diminuire le occasioni di contrasto nella coppia introducendo figure esterne, cioè professionisti esperti come assistenti sociali, psicologi, educatori. 

Quando il papà viene allontanato dai bambini, per vederli inizialmente dovrà rivolgersi al servizio (incontri protetti).Non serve a niente che se la prenda con la mamma.

Riferimenti

www.facebook.com/centrotuteladonne/

www.tuteladonne.it

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